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Casa-Museo Giacomo Matteotti

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Informazioni Casa Museo Matteotti (pdf 86 Kb)
Testi braille per Casa Museo Matteotti (pdf 58 Kb)
Il Presidente del Comitato Scientifico della Casa Museo Matteotti è il Prof. Gianpaolo Romanato (curriculum pdf 80 Kb)
Orario di apertura della Casa Museo Matteotti:

Sabato – domenica e festivi  dalle ore 10.00 alle ore 12.30   e dalle ore 15.00 alle ore 18.30
Aperture straordinarie su prenotazione

Negli anni fra le due guerre un altro coraggioso frattense osò opporsi all'evento di un nuovo dominatore pagando con la vita l'amore per la giustizia e per la libertà: Giacomo Matteotti (1885-1924)...

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Villa Dolfin Casa Divina Provvidenza

dolfinSituata nel centro del paese, è composta da una casa dominicale con le due ali simmetriche e due cappelle gemelle. Censita nel Catastico veneto del 1775, Villa Dolfin, è esem pio di struttura archittettonica del 1700 dall'elegante facciata suddivisa in tre piani con imponente scalinata d'accesso al piano nobile e il tipico abbaino con timpano neoclassico che slancia la mole dell'edificio.

La stessa accura tezza di finiture della facciata principale si riscontrano anche in quella posteriore, in quanto la villa era fornita di un accesso posteriore dato dal canale Valdentro dell'epoca navigabile.

A questa si aggiungono una serie di edifici moderni, una Chiesa dedicata alla Sacra Famiglia, e altri edifici di servizio, che hanno subito nel corso del tempo profonde ristrutturazioni.

La Casa è un Centro per persone diversamente abili e Casa di Riposo. Il Centro venne fondato dal Beato Luigi Guanella nel 1900.

Egli comperò Villa e fondo di 73.000 mq, dei Conti Dolfin. La sua conduzione è affidata, alle suore Guanelliane, coaduivate nelle mansioni quotidiane da personale laico con diverse professionalità.

La vita, delle ospiti, si alterna tra momenti trascorsi nei gruppi famiglia e attività riabilitative, secondo gli insegnamenti spirituali e pedagogici del fondatore.

 

Palazzo Dolfin, Boniotti ora “Manegium”

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Grupo Culturale e di Ricerca "Il Manegium" onlus
Via Riviera Scolo, 11 - Fratta Polesine (RO)

"Conosciamo e facciamo conoscere il Manegium" (pdf 5,8 Mb)

grindatiLa casa padronale, di forma allungata, si eleva su tre piani dei quali l'ultimo sottotetto, destinato in origine a granaio.
L'assetto planimetrico è quadripartito, con una sala passante spostata verso ovest, rispetto al centro dell'edificio.
La facciata meridionale è rivolta verso lo scolo Valdentro, mentre quella settentrionale prospetta verso il cortiletto interno...

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Palazzo Campanari Sede Municipale

campanariVilla Campanari appare nelle mappe del Catastico veneto del 1775, dove è raffigurata la casa dominicale, posta lungo la strada che costeggia l'argine destro del fiume Scortico. La proprietà è assegnata a Domenico Campanari ben oltre il 1852.
L'edificio è formato da un massiccio corpo centrale sviluppato su tre piani e da due ali laterali più basse poste in linea con il fronte orientale e arretrate rispetto a quello occidentale. L'accesso al piano rialzato è consentito da una scala esterna a due bracci.
La facciata principale è coronata da un frontone semicircolare enfatizzato da un aggetto della muratura del corpo centrale.
Al centro della facciata si sovrappongono tre portali ad arco. All'interno, nel corso degli anni, i caratteri originari dell'edificio sono andati completamente perduti a seguito di vari lavori di ristrutturazione effettuati per adattare la dimora a sede municipale.
Oltre alla casa dominicale, si trovano sul retro, nel cortile interno, un deposito ed una barchessa che una volta fungevano da magazzino e da abitazione per i coloni.

 

Villa e Parco Labia Sede Istituto Comprensivo

labialabia2La villa viene edificata probabilmente nel luogo dove sorgeva il palazzo dei procuratori di San Marco, che gestivano il "retratto della Frattesina", una vasta area a sud-est di Fratta, bonificata dagli Estensi e passata alla Serenissima Repubblica dopo la pace di Bagnolo del 1484.
"La Frattesina" viene venduta 170 anni dopo alla famiglia Labia, per 180.000 ducati, per far fronte alle ingenti spese militari che Venezia si trova a sostenere nella guerra contro i Turchi. Del notevole complesso settecentesco di Villa Labia rimangono oggi solamente la chiesetta e parte del grande giardino.
labia1La casa settecentesca, colpita da un bombardamento nel 1945, viene abbattuta l'anno successivo, per essere ricostruita, nel 1956 secondo modi settecenteschi, ma con una conformazione abbastanza diversa dalla precedente. L'antico assetto è documentato da una fotografia del 1901.
Il parco ottocentesco di villa Labia, di gusto romantico, presumibilmente progettato da Osvaldo Paletti, fu realizzato a corredo della villa settecentesca. Circondato da un muro di cinta, si estende per una superficie di circa 15.000 metri quadrati. Al suo interno si trovano alcuni alberi rari e due ghiacciaie, oltre a un canale sotterraneo, proveniente dallo Scortico, che sfocia in un laghetto.
Il fronte principale della casa padronale, rivolto verso ovest, si affaccia sulla strada che, provenendo dal centro di Fratta, si dirige verso la SS 434 Transpolesana. L'edificio è separato dalla strada dall'imponente muro di cinta provvisto di inferriate e cancelli in ferro battuto, realizzato probabilmente nel '900.
La villa, appartenuta originariamente ai conti Labia e, nel 1775, ad Anzolo Maria Labia, diviene proprietà comunale nel 1972 ed è ora adibita a sede della Scuola Media Statale "A. Palladio".

 

Villa Badoer di Andrea Palladio

La villa fu commissionata da Francesco Badoer, al grande architetto vicentino Andrea Palladio.

badoerLa data di costruzione non è certa, ma nel 1557 doveva esistere già il corpo padronale, inserito nella mappa redatta nel medesimo anno raffigurante le valli di San Biagio e di Valdentro.

La celebre villa compare nei Quattro Libri del Palladio del 1570, dove è rappresentata con alcune differenze rispetto alla configurazione odierna.

Al centro di un verde prato chiuso da rustici si erge l'edificio residenziale dalla semplice volumetria con monumentale pronao a frontone preceduto da una larga, articolata scalinata; ai lati si protendono a semicerchio le barchesse su colonnine (la "barchessa" nella villa veneta è un'ala laterale adibita ad abitazione o servizi).

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Sono queste che, con la loro ampia curva intesa a racchiudere lo spazio, caratterizzano l'edificio e ne fanno una delle realizzazioni palladiane più alte.

La villa venne decorata, e lo ricorda il Palladio stesso in uno dei suoi libri, dal Giallo Fiorentino che vi dipinse, nel pronao e negli interni, fantasiose grottesche recuperate durante i lavori di restauro compiuti dall'Istituto Regionale Ville Venete.

badoer1La villa dichiarata monumento patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, è proprietà della provincia di Rovigo, che ha provveduto ad un intelligente restauro conservativo, per cui è ora possibile visitarla completamente.

Diventerà il naturale contenitore per l'organizzazione di riunioni e convegni, mostre, rappresentazioni teatrali, liriche, di balletto; mentre le barchesse diventeranno il contenitore del Museo Archeologico Nazionale, con l'esposizione di reperti archeologici unici, di grande rilevanza europea.