"Chiunque abbia un po' di cultura congiunta ad una gentile sensibilità
per le patrie memorie, appena giunto in paese e lievemente si ambienta,
si sente subito prendere da un fascino speciale che esala dalle vestigia
ancora palpitanti del passato..." "La grossa, bella ed illustre Fratta",
nome che sa di romana origine" (Bocchi), sorge sulle rive dell'antichissimo
Scortico, canale le cui origini si perdono nel buio dei secoli.
Gli storici vogliono che Fratta sia stata edificata prima della nascita
di Cristo, ipotesi avvalorata ora dalle scoperte archeologiche fatte in
località Frattesina, i cui insediamenti risalgono all'era protostorica.
Tuttavia le prime notizie che cominciano ad avere consistenza storica
risalgono al 1054, epoca in cui il Vescovo di Adria, Benedetto I, otteneva
il Feudo comprendente: Vespaa, Presciane , Castelguglielmo, San Bellino
e Fratta (allora denominata Villa Comeda).
Nel 1104 i Vescovi vi costruirono un Castello attorno al quale si svolsero lotte
terribili per il suo possesso tra i Vescovi, i Veronesi, gli Estensi e
fu più volte distrutto e riedificato, finché passò nelle mani dei "Pepoli";
gli ultimi resti del Castello scomparvero definitivamente al principio
del secolo XIX.
Nel 1395 Fratta passò sotto
la Repubblica Veneta e ne seguì le sorti fino alla pace di Campoformio
nel 1797. La Repubblica Veneta ebbe sempre una particolare cura per questa
zona e molti nobili veneziani vi costruirono bellissime e magnifiche Ville
patrizie tutt'ora vanto di Fratta.
Basti ricordare
- Villa Badoer, di Andrea Palladio, costruita nel 1555, dichiarata monumento
patrimonio dell'UNESCO;
- la palladiana Villa Loredan-Molin, ora Avezzù, sec. XVI;
- Municipio già Casa Campanari, sec. XVIII;
- Palazzetto Villa-Cornoldi ora Fanan, del sec. XVII;
- Villa dei Conti Oroboni, sec. XVII;
- Casa Dolfin, ora della Divina Provvidenza, sec. XVIII;
- Casa Matteotti, sec. XVIII;
- Palazzo Lippomanno Monti ora Viaro sec XVII ;
- Villa Davì ora Guzzon, Zanobbi, sec XVIII;
- Palazzo Dolfin Boniotti ora sede del "Manegium" sec XVII ;
- Villa Labia, costruzione ottocentesca, con il suo superbo parco;
- Chiesa Parrocchiale dedicata ai SS.AA. Pietro e Paolo: fu eretta su
disegno di Zuane Bellettato tra il 1552 e il 1682, sull'area di una chiesa
preesistente.
Del 1400 è l'armoniosa Chiesetta di S. Francesco, unico esempio di stile
romanico-lombardo in Polesine.Con il Congresso di Vienna, Fratta
passò sotto la dominazione austriaca e vi rimase fino al 1866, anno della
terza guerra di Indipendenza. Fu in questo periodo che Fratta partecipò con vero entusiasmo e vera dedizione alle cause del Risorgimento.
La vicenda dei Carbonari della Fratta è una delle più gloriose e dolorose
pagine degli albori del Risorgimento. Essa, si può dire, iniziò il giorno
11 novembre 1818, quando donna Cecilia Monti di Fratta offrì ai Carbonari,
in casa sua (Villa Griman Molin), il famoso pranzo che diede origine a tante
sciagure.
Pochi giorni dopo quel fatale convegno furono tutti arrestati.
Questo è il primo germe della lunga serie di processi che aprirono le
dolorose porte dello Spielberg e di altri carceri duri, come Venezia e
Lubiana. Conte Antonio Fortunato Oroboni, Cecilia Monti, Angelo Gambato,
Antonio Francesco Villa, Don Marco Fortini, Giovanni Monti, Antonio e
Carlo Poli, Giacomo, Federico e Sebastiano Monti, Domenico e Antonio Davì,
Vincenzo Zerbini, Domenico Grindati: questi i nomi dei "Carbonari della
Fratta".
Cresciuto alla dottrina e all'esempio di questi prodi un altro grande
frattense si immolava vittima dell'amore per la libertà e la giustizia
sociale: Giacomo Matteotti, barbaramente ucciso dai Fascisti il 10 giugno1924.
Questa in breve la storia di Fratta Polesine, sacrario di memorie storiche
ignote ai più, ma vive e palpitanti.