Nei primi anni dell'ottocento, in cui
venivano anche abattuti i resti del
vecchio castello dei Pepoli, si compiva
la tragedia dei "Carbonari
della Fratta", il motivo per cui la
"cittadella" č inserita in tutte le storie
patrie, come primo esempio di
repressione da parte austriaca delle
aspirazioni alla libertā e all'emancipazione
nazionale (1818).
La premessa per attivare propositi
di unione e riscatto nazionale, fu
facilitata dalla presenza in loco di
dimore di campagna di nobili cittadini,
in contatto con notabili ed
esponenti della borghesia locale e
circonvicina, con l'aggiunta di forti
tradizioni culturali maggiormente
acuite durante il periodo napoleonico.
A ricordo del sacrificio dei
Carbonari, nel 1867 venne eretto,
primo nel Vento liberato dagli
Austriaci dopo la terza guerra di
indipendenza, un monumento
opera dello scultore veronese
Grazioso Spazzi.
Sentenza contro i “Carbonari della Fratta”
(la prima pronunciata nel Lombardo-Veneto).