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Vicende dell'Archivio

L'archivio del Comune di Fratta inizia a formarsi durante il periodo della dominazione francese, ma poche sono le carte di questo periodo oggi conservate.
Nel luglio del 1809 la documentazione è distrutta durante l'incendio provocato, come in altre località del Polesine, da frange della popolazione insorte contro la miseria e la vessatoria tassazione, mentre nel 1821, per disposizione dell'autorità austriaca, l'archivio della cessata municipalità è trasportato a Lendinara, presso l'ufficio del Commissario distrettuale.
Documenti dello stato civile della Comune di Fratta dal 1806 al 1815 sono conservati presso l'Archivio di Stato di Rovigo, nel fondo dello stato civile napoleonico. L'archivio comunale del periodo della dominazione austriaca inizia a formarsi nel 1816 ed è oggetto di numerosi traslochi per i frequenti cambi di sede della Deputazione Comunale che utilizza locali in affitto.
Nel 1855 il Comune ottiene la restituzione di quasi tutti i documenti asportati dall'archivio e requisiti l'anno precedente presso l'abitazione dell'ex agente Giuseppe Monti. Nello stesso anno il Commissario distrettuale autorizza un primo intervento di riordino dell'archivio, eseguito dall'agente comunale Antonio Alvisaro.
Documenti dell'archivio comunale di Fratta degli anni Venti dell'Ottocento sono conservati presso l'Accademia dei Concordi di Rovigo, nel fondo Bellettato. Notizie sullo stato dell'archivio comunale dopo l'annessione al Regno d'Italia sono fornite dalla Statistica degli archivi della regione veneta pubblicata nel 1880 a cura di Bartolomeo Cecchetti, direttore dell'Archivio di Stato di Venezia e sovrintendente degli Archivi del Veneto, che fornisce la consistenza e dall'Inventario dei beni mobili, crediti ed attività del Comune del 15 marzo 1880, che descrive dislocazione e arredi.
Nella stanza dell'archivio, all'ultimo piano del municipio, che dal 1874 ha sede presso palazzo Campanari, vi sono due ar chivi d'abete, colorati, con inferriate, cassetti e scansie. Nella stanza del segretario ci sono un armadio di abete per registri di stato civile, con vetri e cassetto, un archivio di abete colorato, con vetri, cassetti a chiave e scansie e un canterale portacarte di noce; in quella dello scrittore un canterale portacarte, un archivio di abete con lastre, cassetti, scansie e uno scrittoio di abete per l'anagrafe.
L'archivio consta di 538 pezzi: 256 buste, 136 registri, due disegni del 1841 e 144 mazzi di leggi e decreti.
Nel 1898 il Commissario straordinario del Comune dispone il riordino dell'archivio comunalesecondo le disposizioni diramate nell'anno precedente con la circolare della Direzione generale dell'Amministrazione civile del Ministero dell'Interno. L'incarico conferito ad Annibale Cavaliere, sotto la direzione e la sorveglianza del Segretario Comunale, comporta non solo l'applicazione della nuova classificazione secondo le quindici categorie del cosiddetto titolario Astengo alla documentazione di quell'anno, ma anche la riclassificazione di quella precedente, con la manomissione dell'ordine originario dei documenti dell'archivio, come verificatasi molti comuni italiani.

Nel Novecento l'archivio, collocato nel seminterrato del municipio ed assicurato contro gli incendi, risulta ancora in corso di sistemazione. Ulteriori incarichi di riordino dell'archivio sono conferiti nel 1926 a due applicati comunali, nel 1944 a Delfo Mazzucchi e dal 1958 in poi ancora a personale comunale, ma non viene mai realizzato alcun inventario, nonostante i ripetuti solleciti della Soprintendenza archivistica per il Veneto.
Dalla documentazione consultata non risulta che l'archivio abbia subito danni a causa dei bombardamenti del 1945 e dell'alluvione del fiume Po del novembre 1951 che però danneggia gravemente il palazzo municipale.
L'archivio, temporaneamente trasferito durante i lavori di restauro, viene ricollocato nel seminterrato del municipio nel luglio del 1958.
Dopo l'accurato elenco di consistenza di una parte dei documenti d'archivio realizzato nel 1998 da Adriano Azzi e Carlo Maria Prando, il complesso documentario sopravvissuto a traslochi, dispersioni e scarti è stato riordinato ed inventariato scientificamente sino al 1966 nell'ambito di un articolato progetto di tutela e valorizzazione del patrimonio dell'archivio storico, promosso dall'Amministrazione comunale, approvato dalla Soprintendenza Archivistica per il Veneto e finanziato dalla Regione del Veneto e dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.


Serie dell'archivio e
fondo aggregati (pdf 48 KB)

 

 


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